Continuità e cambiamento

Le sessioni di Danzaterapia tra Oriente e Occidente.

La Danzaterapia favorisce un processo che consente profondi cambiamenti che si verificano durante le sessioni e che si riflettono nella vita di tutti i giorni.

In tal modo è possibile mantenere una continuità temporale ben riconoscibile che, nella DMT tra Oriente Occidente prende il nome di Processo di Continuità Ritualizzata (PCR).

Presente nella relazione terapeutica, e, a livello inter-soggettivo, nel gruppo dei partecipanti, è fondamentale a livello intra-psichico in quanto permette il riconoscimento e l’integrazione delle diverse parti di sé.

Si estende alla relazione con la musica e il materiale di lavoro. Consente alle persone di divenire consapevoli non solo di ciò che accade dentro di loro ma del processo stesso nell’attimo in cui si verifica.

E’ proprio questa evoluzione a garantire una crescente autonomia per l’utente. I cambiamenti continueranno in modo organico: mente-corpo-cuore, e saranno verificabili nella vita di ogni giorno.

Si tratta di un movimento continuo che va da dall’interno della persona verso l’esterno: parti di sé che si collegano interiormente in un flusso continuo e danno la possibilità di entrare in relazione agli altri partecipanti.

La continuità che agisce all’interno di ciascuno si rispecchia nelle diverse parti del gruppo.

La caratteristica essenziale di questo processo è di estendersi oltre il tempo della sessione in quanto facilitante delle trasformazioni quotidiane.

Il ciclo vissuto nella sala danza diviene ciclo vitale.

C’è la possibilità di riconoscersi nell’altro, di ritrovare parti che si auto-rivelano senza che mai intervenga il giudizio.

Ogni manifestazione è accolta nel flusso della continuità e del cambiamento.

Un sottile filo di continuità delinea la struttura stessa degli incontri. L’attenzione è posta sul percorso e non sul risultato; si tratta di una via non sempre lineare: troviamo allungamenti, cadute, recuperi, accettazione di cadute e possibilità di recuperi.

Ognuno conosce, ri-conosce parti di sé, sentendo che fanno parte di un tutto organico come tessere di un unico mosaico. Ciò può avvenire nel movimento come nel cerchio di condivisione, quando la persona sente risuonare come proprio il racconto dell’altro.

Anche il cambiamento, nella continuità degli incontri, è riconosciuto come fonte creativa e come possibilità per tutti di vedere se stessi e gli altri da diversi, mutevoli punti di vista.

La continuità è un filo conduttore che porta le persone ad uno stato di fiducia, di libera accettazione e quindi di non giudizio.

Durante i laboratori sull’uso della voce in Danzaterapia, la vibrazione stessa della parola continuità, ricordata o pronunciata, tende ad assumere linee ondulanti e melodiche ed è evocativa anche per le persone che hanno ne hanno vissuto l’interruzione.

Il suono della parola vibra interiormente con movimenti che sgorgano direttamente dalla vibrazione e si sciolgono i nodi o meglio, si trova la qualità del movimento che scioglie i nodi: nello spazio si dipingono linee e forme di una nuova danza.

Per B, un’utente non vedente, musica e voce sono elementi fondamentali. Lei stessa racconta:

Dare spazio alle proprie emozioni, messe su carta in forma di parole, esprimerle danzando col corpo e la voce nutre la Vita.

Le nostre parole non sono più parole ma note che vibrano nell’aria, ci fanno muovere e ci aiutano a vivere meglio la Vita, con le gioie e i dolori di ogni giorno.

La continuità agisce all’interno di ognuno, come collegamento tra diverse parti di sé, ma anche tra dentro e fuori nell’incontro con gli altri, con il suolo, con lo spazio, con la musica.

Agisce tra Danzaterapeuta e utenti e per il Danzaterapeuta è una possibilità di dare una dimensione consapevole al contatto con il gruppo di lavoro.

Il vissuto di L.: L’ esperienza di oggi mi ha emozionato molto. Il brano musicale nei suoi vari aspetti ha evocato ricordi antichi… sensazioni di nostalgia e tristezza e poi la forza del gruppo in cammino… e la voglia di farcela.

Con la Danza tutto questo usciva e si esprimeva … poi nelle voci ho percepito un lamento che si alzava in varie vibrazioni verso il cielo… un contrasto o forse una risposta…

Continua E.M.: Il tuo impegno costante a migliorare la vita di tutti e’ straordinario, mi dispiace che proprio oggi non fossi partecipe per problemi personali ma il tema era talmente coinvolgente che sono stato coinvolto con l’ ultimo teorema di forza e coraggio e sono stati momenti bellissimi.

Poter osservare le persone sofferenti, che davano forza e coraggio a se stessi ma riferendosi con molta enfasi agli altri.

Quelle parole gridate con estrema convinzione penetravano in noi come fossero riempitive del vuoto che c’era in noi.

  • Vuoi spiegare vuoto?
    E.M.: Ho potuto ascoltare la parte del deserto ma non sono stato coinvolto per mancanza di percettibilità dell’emozione. Avendo una capacita’ di trasferire mentalmente l’immaginario, mi sarebbe piaciuto molto partecipare. Comunque aggiungo che e’ stata una danzaterapia degna del suo nome.
  • Percettibilità dell’emozione! E’ bellissimo, vi succede spesso?
    E.M.: Volevo precisare la parte importante, non solo quello che ho affermato prima, lo stupore rivelatosi quando Gabriella mi ha afferrato alle caviglie scivolando fino a dietro con una disinvoltura incredibile poi alzandosi mi guardato e ha esclamato gridando forza coraggio chiamandomi per nome. E’stato come rinascere.

La osservavo mentre continuava la sua danza: ecco, questo particolare ha toccato la mia sfera emozionale.

L’emozione diventa percettibile e tutto questo si e’ potuto verificare solo attraverso le parole che tu hai raccolto da ognuno di noi dello stato attuale; diciamo che in quei 90 minuti si entra in una atmosfera inimmaginabile che ti porti dentro e ti fa crescere.

Raccolgo e collego le parole a conclusione di questo articolo scritto, come sempre, grazie ai miei utenti:

CORAGGIO e FORZA ma che DELUSIONE!
La TRASFORMAZIONE ha una TENUTA nella sua IMPERCETTIBILITÀ.
La SICUREZZA della VITALITÀ è RICERCA di AMICIZIA nella MEMORIA.

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