I Fiori di Bach, questi sconosciuti!

Fiori di Bach, questi sconosciuti. In realtà, di questi rimedi si parla molto spesso e, altrettanto spesso, si leggono le cose più disparate.

Che cambino il carattere, che siano l’ultima delle “sciocchezze new age”, che siano pericolosi, miracolosi, che il Dottor Edward Bach fosse un dio o un povero infelice e altre amenità del genere.

Nulla di tutto questo.

L’utilizzo dell’energia curativa delle piante, come i Fiori di Bach, come metodo puro e semplice, risale a molti, molti secoli addietro.

Soffermiamoci un momento su un esempio un po’ più recente; si parla comunque di Medioevo, ovvero di Hildegarda von Bingen, la monaca “guaritrice” o “medichessa”.

Hildegarda von Bing che già parlava, nelle sue ricette, di applicare sulla parte sofferente un “telo immacolato intriso della rugiada del tal fiore”.

Nella rugiada, che non è altro che acqua, aveva già intravisto ciò che Edward Bach avrebbe reso metodo secoli dopo. La capacità dell’acqua di trattenere “informazioni” vitali ed energetiche dalla pianta o dal fiore e di trasmettere le stesse attraverso la pelle o le mucose.

Il fenomeno dell’acqua “informata” è oggi provato scientificamente e di cui vi sono diverse testimonianze in merito. (Leggi qui.)

Edward Bach era una persona sicuramente illuminata, certamente aperta, probabilmente umile e modesta di natura: ma era un MEDICO.

Una figura assolutamente scientifica, anche alla fine del 1800, epoca che gli diede i natali e lo vide operare fino ai primi decenni del 1900, quindi, non sciamano o spiritista.

Il suo grande amore per l’umanità fu la sua guida per arrivare a scoprire un metodo che fosse all’uomo assolutamente innocuo, dolce, alla portata di tutti, semplice all’uso e senza veleni o effetti collaterali.

Il “cambiamento” che molto spesso, quasi sempre, si nota nelle persone che decidono di intraprendere un percorso con i Fiori di Bach. In realtà non è un cambiamento, ma un “reset” che riporta in superficie ciò che di buono e luminoso già esiste in ciascuno di noi.

Ciò che è buono e luminoso a causa di circostanze personali, interne od esterne, eventi negativi o periodi di particolare disagio emotivo, è stato “ricacciato” in una parte profonda.

In modo volontariamente -pensiamo alle persone che ci ispirano disgusto, rabbia o gelosia, ma con cui a volte dobbiamo convivere per forza- o in modo involontario – uno choc che abbiamo cercato di rimuovere, un ricordo che ci fa male, un lutto, una separazione, un dolore insopportabile.

Il “lavoro” dei Fiori di Bach, opportunamente consigliati da un esperto con un’adeguata formazione, è quindi quello di portare luce dove al momento domina la parte buia delle nostre emozioni: senza stravolgere nulla, semplicemente rimettendoci in ascolto ed in contatto con ciò che avevamo dimenticato, aiutandoci ad elaborarlo e a riscoprire la parte migliore di noi stessi.

Non c’è nulla di cui avere paura, se siamo decisi a stare bene!